BASILICA – SANTUARIO MARIA SANTISSIMA DEL MAZZARO in Mazzarino (CL)

 

  • Metri 575 s.l.m. Esposizione sud-ovest.
  • Anno del ritrovamento del quadro miracoloso 16 settembre 1125
  • Anno di riedificazione: 1782 su area di impianto precedente.
  • Autore: Natale Bonaiuto di Siracusa.e con le offerte raccolte dal servo di Dio Padre Ludovico Napoli.
  • Consacrazione della chiesa 2 /7/ 1883 da mons. Saverio Gerbino,vescovo di Piazza Armerina
  • Chiesa parrocchiale dal 21 novembre 1924 (decreto di Mons. Mario Sturzo Vescovo).
  • Insignita del titolo di Santuario dal 15 settembre 1978.
  • Fregiata del titolo di BASILICA MINORE il 29 settembre 2006
  • Affiliata con la Pontificia Basilica Patriarcale Santa Maria Maggiore di Roma:
  • il 12 ottobre 2007
  • Festa patronale: 3° domenica dì settembre.

 

Il piano di facciata è pausato da monolesene piane alle ali, accompagnate da semicolonne che addolciscono la spigolosità. Esse diventano doppie in prossimità del portale centrale anticipandone la chiarezza geometrica.

Oltre a conferire compostezza all’intero paramento, descrivono un agile diaframma che separa il centro abitato dal vasto e modulato orizzonte retrostante la Chiesa.

I tre registri, che il tuo occhio scandisce lungo l’asse verticale dell’edificio sacro, assicurano slancio all’unita architettonica, che non si è del tutto spogliata di connotazioni barocche, come rivelano gli elaborati raccordi a chiocciola o volute e i ripetuti articolati marcapiani o cornicioni.

Tuttavia, il fremito barocco qui si placa. Recitano un certo monologo i timpani arcuati, quasi sospesi sui portali, inopportunamente echeggiati dalla gradinata a mezza luna, e appaiono dissociati da quello spezzato della finestra al piano di sopra e dalla cella campanaria a vela tripartita, come quella della Chiesa dello Spirito Santo, determinando un effetto di controllata recitazione.

Dal 2 luglio 1883, la Chiesa è consacrata con il titolo della Vergine Santissima delle Grazie, volgarmente detta Maria Santissima del Màzzaro e messa sotto la protezione dei martiri Benedetto, Atanasio, Agata e Lucia. Dal 15 settembre 1978 gode pure del titolo di Santuario.

La Chiesa è strettamente legata al ritrovamento della tavola dipinta di Maria Santissima delle Grazie, e di un Crocifisso ligneo nel 1125, tuttora esistenti e collocati al suo interno.

La Chiesa attuale è la quarta, dopo quella eretta da Enrico di Lombardia, prima dei 1135, e quella fatta erigere da Manfredi di Policastro, nel 1154, più sontuosa della precedente che venne demolita di proposito perché ritenuta inadeguata dal nuovo Signore. Di questa seconda costruzione, l’Ingala riporta l’atto solenne di donazione di terre intorno e in contrada Prato con il godimento delle acque, di ogni servitù e pertinenza.

Tale Chiesa, men omata nel tempo e riabilitata dal popolo, fu completamente distrutta dal terremoto del 1693.

Lo zelo apostolico di un frate cappuccino, Padre Ludovico Napoli, e la grande disponibilità dei “mazzarinesí” unita alla maestria di Natale Bonaiuto, restituirono alla Città il Santuario di Santa Maria del Mazzaro nel 1782.

Entro il 1847, qualche anno dopo i lavori di Don Andrea Bartolotta in Madrice il Santuario si abbellì di stucchi : altri ornamenti, ad opera del palermitano Giuseppe Ultveggio, e nove anni dopo, poté ridare asilo alla tavola che dal 1843 era stata rimossa ed era stata portata, provvisoriamente, nella Chiesa di Sant’Antonio Abate, per consentire i necessari lavori di restauro in seguito ad un incendio, che aveva distrutto l’altare maggiore.

L’architetto siracusano realizza un prospetto luminoso, razionale e riposante, dando prova di aver recepito la lezione dettata da Angelo Italia in Santa Maria della Neve: già sai che la facciata di Maria Santissima del Mazzaro recita anche un ruolo urbanistico a tutto vantaggio dell’occhio.

Al visitatore, che nutre legittime curiosità, consiglieremmo di salire, munito di necessaria autorizzazione, all’altezza delle campane per godere di una bella veduta panoramica sulla città e leggere sulle campane il nome dei fonditori Giacomo e Francesco Gerbino (1868), fratelli calatini.

La Chiesa esce da un restauro impegnativo che ha scongiurato un sicuro crollo, ed assicura la sua sopravvivenza futura, e oggi la suddetta è cinturata su tre lati da una doppia palificazione che si spinge ad una profondità di 20 metri.

Particolare

Particolare


 Foto

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Esterno Basilica ad uscita fercolo con statua per Processione festa patronale

Esterno Basilica ad uscita fercolo con statua per Processione festa patronale